
L’hanno incastrato. E adesso è lì come un pericoloso criminale. Interrogato a brutto muso. Siamo a Washington DC, anno 2079. E l’agente della Cia, Snow, viene condannato a scontare 30 anni nel carcere MS One: una stazione orbitante a una cinquantina di miglia dalla Terra dove i reclusi sono tenuti in stato criogenico, una sorta di ibernazione. Nel frattempo, la figlia del presidente Usa, Emily arriva all’MS One per conto di un ente assistenziale. Controllerà che i detenuti siano trattati umanamente. Il pericoloso e psicopatico Hydell riesce a eludere la sorveglianza, libera gli altri prigionieri e prende in ostaggio Emily e il resto del personale in servizio. Il Governo propone uno scambio a Snow: la libertà per salvare Emily e gli altri ostaggi.
E chi non lo farebbe? La storia ordita da Luc Besson, insieme con James Mather e Stephen St. Leger, che firmano anche la regia, riporta la mente al mitico Jena Plissken e alle disavventure di cui è protagonista in 1997: Fuga da New York e Fuga da Los Angeles. I capolavori cult del maestro John Carpenter sono rievocati con forza dal plot e dalla star indiscussa della pellicola, Snow. Il degno successore della Jena – con qualche debito anche verso il John McClane/Bruce Willis della saga Die Hard – ha l’impassibile umorismo degli eroi d’azione targati anni Ottanta, la capacità di sopravvivere e prosperare in circostanze assolutamente impossibili, quell’aria da ‘soltanto un uomo potrebbe risolvere il nostro problema, e sono io’. E allora eccolo pronto a passare dalle stalle alle stelle, quelle vere, quelle della stazione orbitante che fa da ‘gabbio’ ai 400 criminali più malvagi e brutali del globo terraqueo. C’è una figlia del presidente da salvare e la libertà da conquistare, oltre che un po’ di sottotrame da tenere a bada.
Abbondano i cliché dei film d’azione, il livello d’adrenalina sale impetuoso, logica, fisica e senso comune latitano, poi si lascia intravedere uno sguardo languido tra il duro, che solo quando il gioco si fa duro inizia a giocare, e la madamigella in mano ai villain, ma è soltanto questione di un attimo. Di amour non se ne sente il bisogno, la mission è quella tesa al divertimento e funziona. In mezzo a questo bailamme, sorprende e conquista Guy Pearce perfetto interprete dell’irriverente eroe d’azione, ridicolmente macho, che risponde al nome di Snow. Bene anche Maggie Grace, nei panni della progenie presidenziale, e Joseph Gilgun, in quelli del villain Hydell. Che sia chiaro, Lockout non è un capolavoro e Besson & Co. si sono limitati a omaggiare cult (o quasi) di genere senza sforzarsi più di tanto a escogitare un qualche espediente che potesse dare personalità alla pellicola. È innegabile, però, che action e divertissement – a patto che non ci si aspetti molto di più – reggano bene la baracca. Il resto? Lo fa Guy Pearce.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
dal 30 maggio 2013
Anno: 2012
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