
In una Parigi innevata, davanti al negozietto che noleggia dvd, due sguardi s’incontrano. Scintilla. È amore tra Barbara e Nicolas. Lei è una brillante studentessa di filosofia. Lui, un affascinante commesso. I riti del corteggiamento hanno inizio. Si piacciono, e tanto. Sboccia l’amour: gioie e follie tipiche s’alternano soavi fino alla decisione di avere un bambino, ma specialmente alla notizia che Babs – come la chiamano gli amici – è incinta. L’euforia iniziale lascia spazio a nausea, insicurezze, instabilità emotiva e uragani ormonali. Poi la nascita del bimbo: Babs e Nicolas si trovano di fronte a cambiamenti radicali che mettono in discussione il lavoro, la vita sessuale, la famiglia e la loro relazione…
È un viaggio impegnativo, quello intrapreso dal regista francese Remi Bezancon. Insieme con la compagna, Vanessa Portal, ha adattato il romanzo di Eliette Abecassis, Un lieto evento. Ovvero, l’epopea a tappe di un ragazzo e una ragazza che s’incontrano, s’innamorano, decidono di dare alla luce un bambino e finiscono per subire metamorfosi e cambiamenti che l’arrivo della prole necessariamente comporta. I ritmi della pellicola sono scanditi dalle situazioni contingenti, così come i generi su cui Travolti dalla cicogna muove i suoi passi. Si parte con la commedia piacevole e disimpegnata, tinta d’amore e passione, dolcezza e umorismo, con Cupido a tirar dardi e i piccioncini impegnati ad assumere pose alla innamorati di Peynet, non senza una complessiva vitalità che rende scorrevole la storia. Il periodo della gravidanza non rompe gli indugi, compito arduo che parto e post parto si assumono in prima persona.
Bezancon capisce che Babs e Nicolas devono crescere, lo sguardo cupo s’insinua nello script di celluloide, le velate drammaticità risolte con qualche battuta fino a poche sequenze prima, tentano di darsi un contegno serioso, ma il tentativo non riesce del tutto. La creazione di alcune immagini caricaturali sul proscenio di luoghi comuni e circostanze stereotipate falsano lo sguardo cupo che regista e macchina da presa cominciano ad avere sui protagonisti. A questo punto, le chiavi di lettura diventano due.
Chiave uno. Soggiogato da un tentativo particolarmente difficile da realizzare, Bezancon è rimasto intrappolato nell’atmosfera da pochade della prima parte dell’opera che ha finito per influenzare anche il lato più drammatico/compassato della seconda.
Chiave due. Vista la frizzante e vivace resa delle vicende prenatali, il buon Remi s’è abbandonato alle prevedibili reazioni d’immedesimazione del pubblico, sfoggiando un catalogo di strizzatine d’occhio tese all’amarcord e al ‘sì, anche per me è stato proprio così…’.
Comunque la si pensi, senza dimenticare la bella performance di Louise Bourgoin (Babs), Travolti dalla cicogna rimane una commedia divertente con l’unica pecca/rimpianto di non aver tirato fuori le unghie al momento di… graffiare.
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