
Lavora duro, Mike. Di giorno, ma anche di notte. Passa dai tetti delle case da rimettere in sesto al palcoscenico bollente del Club Xquisite. Nel night è Magic Mike, spogliarellista tersicoreo, che manda in visibilio le tante donne acclamanti al suo po’ po’ di fusto. C’è anche Dallas a dimenarsi sulle quinte, il proprietario dell’esclusivo baraccone. Mentre gli affari vanno avanti, Mike prende sotto il suo bicipite protettore Adam, un ragazzotto promettente che presto conquista una buona fetta di pubblico col soprannome The Kid. I due diventano grandi amici, ma la vita dissoluta condotta da Adam mette in allarme Brooke, la sorella, verso la quale Mike si accorge di avere un debole.
L’universo degli spogliarellisti. Così, d’emblée, la mente corre verso l’esperienza declinata al femminile da Paul Verhoeven – reduce da Basic instinct – in Showgirls. Ma la pellicola di Steven Soderbergh costruisce un qualcosa di profondamente diverso. Parte in quarta con una serie imbattibile di elementi banalotti e messa lì per una 'captatio benevolentiae' semplice semplice. Bel mondo, denaro, risate, sesso senza fine, privo di qualsiasi inibizione e colmo di infinite possibilità e combinazioni. La strada maestra da percorrere verso il dramma o il romanticismo è spianata, ma Soderbergh non si accontenta di giocare facile e tenta la svolta attraverso un approccio autentico con la storia. Per ogni frame denso di glamour, sensualità e leggerezza, ce n’è un altro pregno di delusione, scoramento o semplicemente difficoltà quotidiane. Soffre Magic Mike, che vede sfilare la propria vita lungo la curva degli anni. Hai voglia a sforzarti di far capire che quelle esibizioni in palcoscenico non rappresentano ciò che sei, che vorresti essere, che avresti voluto essere.
Grazie alla buona sceneggiatura di Reid Carolin, la macchina da presa – lasciatecela chiamare ancora così – si cala nel lato oscuro degli stripping, vaga furtiva nel backstage e scruta, ammicca, indaga, cattura il desiderio di Mike di uscir fuori da quel mondo, anzi la sua illusione che prima o poi, un giorno, farà qualcos’altro per guadagnarsi uno spazio dignitoso nella società. E allora, la visuale si sposta dal giovane virgulto in preda ai fumi di donne e strisce stupefacenti, al ‘vecchio’ ma ancora in perfetta forma Dallas, che nonostante sia più in là con gli annetti continua a ballare in tanga e a dar sfoggio di bicipiti e 'six pack'. Come a dire, passato e futuro.
20 settembre 2012Non ci sono commenti.
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