Se c’è una cosa in cui Cam Brady riesce benissimo è quella di farsi rieleggere al Congresso Usa. Non certo merito della condotta politica, quanto dei generosi finanziatori, i fratelli Moch. Flirtando con un’amante, però, Brady invia un messaggio piccante alla segreteria telefonica di una timorata e devotissima famiglia cristiana. L’episodio non piace ai Moch che pensano a un nuovo candidato, meno sotto i riflettori, specie per l’incombere di un’operazione commerciale da chiudere con affaristi cinesi. Marty Huggins è un onesto padre di famiglia, ma dopo le cure del perfido consulente d’immagine, Tim Wattley, è pronto per sfidare Brady.
Alle nostre latitudini era successa una cosa più o meno simile. Sì, quando l’esilarante Qualunquemente di Antonio Albanese aveva – del tutto fortuitamente – offerto un’indecorosa passerella su vizi e virtù di una certa classe politica, uscendo in sala proprio nel momento in cui detonavano sull’opinione pubblica alcuni scandali sessuali ed economici riguardanti il nostro ex presidente del Consiglio. La pellicola di Jay Roach casca a fagiolo, proprio mentre è in corso la battaglia tra i candidati alla Casa Bianca, ma con toni satirici e graffianti molto politically correct. Voliamo alto, avete presente Il dottor Stranamore (Stanley Kubrick, 1964)? Bene, è tutta un’altra roba. In Candidato a sorpresa, il match tra i contendenti – e la voglia di satireggiare sulle condotte utilizzate in campagna elettorale – si gioca sul territorio della commedia ‘apatowschiana’ intinta nella presa in giro burlesca, sì, ma ben attenta a non schierarsi. Tutti sgradevoli, tendenti al cafone e al grossolano, politici, affaristi e capitani di industria.
Le gag oltraggiose, ma nello stesso tempo esilaranti, non mancano, così come qualche stilettata contro i poteri forti, ma sembra più il format di un tranquillo film per la tv o di una puntata ‘docile’ del Saturday night live, che non altro. Fortuna che a rimettere a posto le cose ci sia questa coppia di attori scatenati che risponde ai nomi di Will Ferrell (Brady) e Zach Galifianakis (Huggins). Tocca a loro scendere nel pollaio a beccarsi, anche se in realtà viene fuori la becera stupidità del candidato Brady e l’inguaribile ingenuità di Huggins. Da annotare la presenza di un ottimo Dylan McDermott (Tim Wattley) e quella corale di Dan Aykroyd e John Lithgow nella parte dei magnati industriali, i Moch, ispirati ai fratelli Cahrles e David Koch, proprietari delle potentissime aziende omonime americane. Ci aspettavamo un po’ più di coraggio, è vero, anche dal finale, ma Candidato a sorpresa val bene una visione, specie per la presenza del duo Galifianakis-Ferrell che garantiscono quel minimo sindacale di risate e buon umore.
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