
La casa maledetta: anche in questo Dream House l'impostazione narrativa sembra ruotare attorno all'abitazione infestata, in cui si trasferisce la coppia formata da Will e Libbie che decide di lasciare la frenesia di New York City per un ambiente più tranquillo, una zona residenziale del Connecticut. Ma i due avranno a che fare con strane presenze e con la scoperta di un passato agghiacciante. Infatti verranno a sapere che i precedenti proprietari sono stati colpiti da una tragedia: il padre, in preda a un raptus, ha sterminato, proprio in quella casa, l'intera famiglia. Ora i loro fantasmi pare non vogliano lasciar tranquilli i nuovi inquilini. Ma sarà questa la verità?
Ghost story senza sorprese: cioè, con una sorpresona finale che però per chi un po' di ghost stories ne ha masticate è risaputissima. L'irlandese Jim Sheridan, regista dal passato glorioso – sue le bellissime pellicole Il mio piede sinistro, Il campo e Nel nome del padre, suo anche il più recente Brothers – qui non si capisce nemmeno cosa c'entri. Perché un regista delle sue qualità ha girato un thriller convenzionale? Non che sia mal diretto, ma la regia non si sente, è esecutiva di una storia, sceneggiata da David Luocka, che non è mal scritta ma è banale e procede piattamente. Un po' fuori tempo massimo, si potrebbe dire, almeno facendo riferimento alla storia cinematografica e alle pellicole recenti sul genere. Sia dal punto di vista della costruzione narrativa che da quello della messa in scena.
Per chi però non ha tanta esperienza di storie di fantasmi, la visione può essere piacevole in quanto di per sé è stilisticamente “corretta”. Peccato però che un cast tanto risonante non sia stato sfruttato al meglio. Daniel Craig, Rachel Weisz e Naomi Watts (nei panni della vicina di casa che sa qualcosa che non può o non vuole dire) non hanno margini per offrire una performance personale e così, al pari del regista, si limitano a eseguire i loro personaggi, che a questo punto potrebbero essere stati interpretati da chiunque altro. Certo, c'è anche il tema dell'elaborazione del lutto e questa strada è più consona al nostro Sheridan che si concentra su Craig e gli offre delle possibilità recitative altrimenti impossibili in altre sequenze del film. Ma è poco, anche perché questo non è un dramma travestito da thriller ma un thriller con uno sfondo drammatico.
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dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
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