
Tutto quello che avreste voluto sapere su Woody Allen e non avete mai osato chiedere. Robert B. Weide, regista fissato con i comici visti i precedenti lavori su Lenny Bruce, Billy Crystal e i Fratelli Marx, prova a raccontare l’Allen privato e cerca di capire il perché delle sue grandi ossessioni: il cinema, la morte e le donne. Non per forza in quest’ordine.
Woody è davvero tanto, tanto divertente. Ideale per gli amanti di Woody Allen, il documentario strappa risate anche a chi si accontenta di vivere la giornata tipo di un gigante della risata. L’unico vero re della battuta veloce. Nessuno come lui, sia prima che dopo. In una delle prime interviste televisive al tempo degli esordi da 'stand up comedian', per esempio, gli viene chiesto “Perchè in gioventù hai esercitato la boxe?”. Risposta di Allen: “Per avere la meglio su mia madre”. Quando hai la battuta pronta per tutte, ma proprio tutte, le domande ricevute, sei capace di tirare in ballo il rapporto con i genitori parlando di boxe, devi avere dei seri problemi o essere uno dei comici più brillanti del tuo tempo. Al limite, entrambe le cose.
Giusto per non esagerare con le lodi per il film distribuito in Italia dalla BIM e presentato all’ultimo Festival di Cannes, vale la pena spendere una parola in più per il Woody Allen degli esordi e quello rubato ai set dei suoi primi film comici. Contemporaneamente, però, esprimere anche qualche riserva sull’interesse dei media per gli ultimi lungometraggi, oggettivamente sempre più cinepanettoni per 'middle class'. Weide, tuttavia, ha l’indubbio merito di aprire la fabbrica della risata per capire come lavora il comico quando inizia a scrivere una sceneggiatura, appena si siede alla macchina per scrivere, tedesca e indistruttibile. “Il risultato che inseguo è sempre quello di fare un grande film. Ma da decenni non me ne viene uno”. La passione e l’impegno che dimostra l’artista di Brooklyn ci ha ricordato la vita di un altro grande artigiano del cinema, un altro professionista da un film all’anno, il nostro Mario Monicelli che diceva di aver lavorato tutti i giorni della sua vita a partire dal ‘35, anno in cui entrò per la prima volta su un set cinematografico.
20 settembre 2012Non ci sono commenti.
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