
Busu è un personaggio strano e passa le sue giornate in posta a raccontare storie davvero particolari. Una di queste parla della famiglia Ciraulo che vive poveramente in un quartiere popolare di Palermo. Di ritorno da una gita al mare con parenti e amici, purtroppo, la figlia più piccola, Serenella, capita per caso in mezzo a una sparatoria e muore. Il dolore è grande ma i Ciraulo, vittime della mafia, hanno diritto a un risarcimento dallo Stato. Purtroppo o per fortuna?
Il film, co-prodotto da RaiCinema e distribuito da Fandango poggia su un miraggio. Quello di ricevere una somma di denaro per risolvere tutti i problemi. Questa sottile speranza induce la famiglia a spendere più delle proprie possibilità fino a cadere nelle mani degli usurai. Il tanto agognato arrivo dei “soldi di Serenella” (citazione amara dal romanzo di Roberto Alajmo da cui è tratta la sceneggiatura) è il passaggio più crudele dell’opera e finisce per unire di nuovo la famiglia che si siede intorno al tavolo del soggiorno per decidere come spendere. Terribile. Ognuno ha i propri sogni, ma Nicola (Toni Servillo, protagonista nell'ultima Mostra di Venezia anche con Bella addormentata, di Marco Bellocchio) stronca ogni richiesta per imporre la propria idea: comprare una Mercedes.
Degrado, sottocultura, carenza di valori e anche un po’ di mafia sullo sfondo. Diciamo di poco fuori campo. La storia è incredibile ma verosimile. La famiglia Ceraulo è alle prese con una tragedia doppia: da un lato la morte di Serenella dall’altro il debito. In mezzo quello che Veblen avrebbe chiamato il consumo vistoso. Ovvero: all'origine di ogni forma di proprietà c'è il desiderio di emulare la ricchezza altrui. Di conseguenza cosa fa una famiglia allargata padre-madre-figlio-nonno-nonna che a stento arriva a fine mese? Compra una Mercedes, nel romanzo era una inquietante Volvo nera. Il regista Daniele Ciprì sceglie di “rendere” questo paradosso con le stesse scelte estetiche di molte opere realizzate in coppia con Franco Maresco (questa volta non ri rinnova il celebre sodalizio artistico tra i due). Ventri gonfi, capelli tinti, brutti palazzoni fuori, appartamenti di cattivo gusto dentro, rottami, vestiti sporchi. Ok, ci fermiamo qui.
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