
Giulio (Valerio Mastandrea) è un dipendente comunale di quarant’anni dalla vita particolarmente tranquilla. Ha un affitto da pagare, una piccola utilitaria e due figli che, per fortuna, vuole viziare il più possibile. Aver tradito la moglie (Barbora Bobulova) e averlo ammesso con tanta onestà (forse troppa?), romperà l’instabile equilibrio di una famiglia come tante e spingerà Giulio sull’orlo della povertà.
Belle le sequenze iniziali de Gli equilibristi. In pochi attimi si viene proiettati nella storia e si capisce ben presto cosa c’è dietro l’angolo per il protagonista. Basta davvero una sola inquadratura per capire che il dramma è a orologeria. Lo sfortunato eroe della pellicola, categoria Orizzonti di Venezia 2012, è uno dei tanti poveri italiani creati in pochi anni dalla crisi. La sua quotidianità, come cantava Enzo Jannacci su parole di Franco Fortini è fatta di “tante rate e pochi vizi”. Anche questo sacrificio si chiama amore.
La figlia maggiore chiede di studiare a Barcellona per un anno, gli occhioni da cerbiatto della bella Rosabell Laurenti Sellers certo metterebbero in crisi il più burbero dei genitori. Il figlio minore vuole fare un giro in più sui “gonfiabili”. La macchina, una mattina come tante, non parte. Un personaggio secondario con una serie di difficoltà analoghe a quelle di Giulio inquadra il problema vero: “Il divorzio è una cosa da ricchi”. Ecco come può iniziare uno strano inferno fatto di bollette inesorabili, calcoli impossibili, prestiti imbarazzanti, lavoretti in nero, penose richieste d’anticipo e, purtroppo, odiosi debiti. Tutto inizia con dei semplici desideri. Per questo risulta difficile attaccarsi alle cose belle della vita. Il consiglio che tutti danno quando sentono di famiglie in difficoltà economica vale davvero poco in questa storia di esclusione sociale. Valerio Mastandrea, in questo senso, è bravissimo a perdere il sorriso scena dopo scena. Le battute si fanno sempre più rare fino a scomparire del tutto quando Giulio si ritroverà a vivere in macchina, mangiare alla mensa dei poveri e tenere i pochi vestiti a disposizione in un paio di buste di plastica.
Peccato solo che la sceneggiatura a firma di Ivano De Matteo - che è anche il regista - e Valentina Ferlan mostri qualche problema nelle scene finali. Più imprecise. Meno cattive di quanto visto in apertura. C’è la sensazione che qualcosa a livello di scrittura sballi proprio nel momento decisivo. Forse è mancato il coraggio per andare fino in fondo? Cosa succede a Gli equilibristi quando cadono e non riescono più a rialzarsi?
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
dal 30 maggio 2013
Anno: 2012
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