
Mattia ha un dilemma. Non sa come dire ai propri genitori del proprio orientamento sessuale, che è, cioè, omosessuale. Le cose peggiorano quando il suo compagno giunge dalla Spagna, dove andranno a vivere, con la volontà di conoscere i suoceri. In suo aiuto verranno amici e buonsenso.
Essere o non essere gay, questo è ancora un (o il) problema, nella solita Italietta ancorata ad alcuni sentimenti di veterobigottismo. Meglio parlarne allora col sorriso sulle labbra, senza drammi di alcun genere, ma anzi, fra lazzi e sollazzi.
Almeno così l’ha pensata il regista Ivan Silvestrini, che al suo primo lungometraggio è da considerarsi promosso. Come brillante è la sceneggiatura scritta invece da Roberto Proia (che in contemporanea con l’uscita nelle sale esce pure col suo Il manuale del perfetto coming out). E “coming out” sia, allora, in questa garbata commedia corale, in cui non c’è posto per la volgarità ma non per questo va accostata con faciloneria al maestro delle pellicole di genere Ferzan Ozpetek.
Sorprese nel cast, dove, oltre la coppia di giovani innamorati (i semiesordienti Josafat Vagni e Josè Dammert), troviamo, fra gli altri, Monica Guerritore, Francesco Montanari, Valeria Bilello, Andrea Rivera. Il singolo Come non detto, leit motiv del film, è interpretato da Syria in collaborazione col rapper Ghemon.
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