
Ormai adolescente, Harry Potter è pronto per il quarto anno di studi a Hogwarts. Ad attenderlo ci sono il campionato mondiale di Quidditch e il ritorno del funesto marchio dei mangiamorte. Il Torneo tremaghi e il drammatico scontro con Voldemort. Ma c’è spazio per la prima cotta e per la sempiterna amicizia con Hermione e Ron, messa a dura prova da un destino che sembra irridere il giovane mago.
Foschie che aleggiano a mezz’aria, sprazzi di luce che bucano di rado, e brevemente, la cortina di nuvole sopra Hogwarts. Laghi dalle acque putrescenti e mal frequentate, terrificanti labirinti capaci di trarre da ognuno il lato peggiore, quello oscuro delle paure. E ancora cimiteri spettrali, sepolcri imbevuti di luce lunare, teschi che aleggiano dipinti nel cielo, draghi dalle narici fumanti, morti che risorgono, vivi pronti per l’aldilà. Si potrà pensare che Harry ne abbia passate più di qualsiasi babbano.
Ebbene, ecco l’errore. Perché c’è una nuova, tremenda prova da affrontare: la pubertà. Il maghetto deve ‘fronteggiare’ anche la prima infatuazione, il primo diniego e il più raccapricciante dei cimenti, il gran ballo dove queste misteriose creature, le ragazze, vogliono essere ammirate, osservate, portate a danzare! Un anno (e un libro) fitto di eventi, il più difficile da trasporre sul grande schermo.
Alla fine delle due ore e mezza girate da Mike Newell (Quattro matrimoni e un funerale) la sorpresa è palpabile. Nonostante qualche frammentarietà di troppo nella trama, lo spettatore è finalmente rapito e immerso nel mondo della magia. Tagli e omissioni, tanto invisi ai potteriani più sfegatati, sono tutto sommato contenuti in una pellicola che non sbaglia un colpo, neppure la visione più spettrale e attesa di tutte, Voldemort fattosi uomo. E che uomo! Se Ralph Fiennes veniva ‘semplicemente’ sfigurato ne Il paziente inglese, qui ha il volto ridotto a un teschio bianchiccio, privo di naso (abilmente sostituito al computer con delle fessure degne del miglior serpente), si muove mellifluo ed è attorniato dai fedelissimi mangiamorte, tornati docili docili al suo cospetto.
Certo, non vergognatevi se a tratti vien da chiedersi per chi tifare, visto che Harry è peggio di Topolino, destinato a vincere sempre e a dimostrarsi buono, leale, generoso anche quando tutto sembrerebbe suggerire il contrario. Perché quest’anno c’è in ballo un importante e atroce torneo tra scuole di magia che, con il sadismo proprio della penna di J.K. . Rowling, non esita a mettere a rischio i suoi partecipanti. Per questo, solo i più adulti e meritevoli tra i nomi dei virtuali partecipanti sono sorteggiati dal Calice.
Peccato solo che, per non si sa qual mistero, il nome di Harry, troppo piccolo e fin troppo meritevole, venga scelto e obbligato a partecipare. Darà prove di ogni natura, morale e fisica, riscattandosi persino dall’accusa d’essere un egocentrico malato di protagonismo. In buona parte del mondo (ma non in Italia), il quarto capitolo di Harry Potter ha obbligato i fan sotto ai 13 anni ad andare al cinema accompagnati. Noi consigliamo il contrario, ogni adulto che s’affacci a questo mondo e non possa già contare sull’amicizia di Hermione e Ron, si tenga accanto un maghetto, la visione migliorerà nettamente.
Segnalo il soundtrack: Harry potter e il calice di fuoco
dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
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