


La commedia racconta la storia sconvolgente di un adulto che improvvisamente diventa di nuovo un ragazzo di diciassette anni e si ritrova così a vestire i panni, ormai dismessi da decenni, di un adolescente.
A una partita dal successo, il diciassettenne Mike O'Donnell ha abbandonato il campo di gioco assumendosi le sue responsabilità di giovane fidanzato e di giovanissimo padre. Vent'anni dopo gli restano il suo matrimonio fallito con la più bella ragazza del liceo, due figli adolescenti e il rimpianto di non aver fatto la cosa giusta sotto il canestro. Come nella migliore tradizione hollywoodiana gli verrà fornita una seconda possibilità per rivivere la sua adolescenza e per aggiustare un destino da perdente.
17 Again è l'ennesimo teenager movie che va ad aggiungersi a quello che a tutti gli effetti è diventato un vero e proprio genere dentro al genere: "ritornare" adolescenti (Mai stata baciata) o sperimentare l'età adulta (Big, 30 anni in un secondo) per riscoprire un altro se stesso, quasi sempre quello buono e giusto. Questa volta a fare il salto temporale e a ricominciare da capo è il quarantenne Matthew Perry, rimpiazzato nella finzione dal miracolo Zac Efron, ventiduenne baciato dal talento e dalla fortuna. Bello, bravo e praticamente perfetto, l'attore si è rivelato con la serie televisiva High school musical ed è diventato celebre, a colpi di spazzola e a getti di lacca, col film musicale Hairspray. Nonostante i suoi pochi anni, Zac Efron ha raggiunto la perfezione artistica e soprattutto estetica, insidiando i cuori delle teenagers e conquistando successo e botteghino. Impossibile non leggere la commedia adolescenziale di Burr Steers (Igby goes down) come una rappresentazione del fenomeno divistico Efron: l'esigenza della visibilità pubblica che crea il monstre (di bravura) e lo sbatte in prima pagina o al centro dello schermo.
Più defilato nelle performance cinematografiche precedenti, Zac Efron in 17 Again mette in scena la faccia tradizionale del divo, capricciosa e crudele, imprigionata nel cliché costruito con applicazione e impegno nel laboratorio Disney. Eppure l'esagerato talento dell'attore dichiara la necessità di gettare la maschera e rivelare la "vera" natura, magari maleducata, magari emancipata dai buoni sentimenti, magari meno splendida e più corrotta. Potrebbe soccorrerlo per esempio il cinema provocatorio di Gregg Araki, realizzando con l'incantevole Zac il contrappasso compiuto con Shannen Doherty (celebre icona di Beverly Hills 90210) in Ecstasy generation, polverizzata dal raggio laser di una lucertola gigante...

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Regia: Bille Woodruff
Con: Jessica Alba, Lil’ Romeo, Mekhi Phifer, Joey Briant, Missy Elliott