














































Nuvole cupe e minacciose si addensano sul cielo di Londra. La gente alza gli occhi, avvertendo un pericolo sconosciuto. Improvvisamente tre Mangiamorte sbucano dal nulla, attraversano la città, lasciandosi dietro una scia di distruzione. Invisibili a tutti, si muovono a spirale attorno al Millennium Bridge, provocandone il crollo.
Ecco l’inizio del Principe mezzosangue. Dirompente, forte, crudo. E se il crollo del - mai tanto amato - ponte sul Tamigi, da molti londinesi è accolto con animo ‘quasi grato’, non c’è alcun dubbio sul fatto che il livello di tensione della saga sia cresciuto, così come i suoi attori. Sono lontani i tempi di Chris Columbus – regista dei primi due episodi – e della presenza perlopiù impalpabile di Lord Voldemort e dei Mangiamorte, suoi terribili seguaci. Harry e i suoi amici sono ormai dei giovanotti maturi e la gravosità dei problemi che bisogna affrontare hanno il sapore amaro di uno strappo improvviso dall’età dei giochi. Metafora di adolescenza e pubertà, certo, così come la Rowling aveva spiegato, ma c’è di mezzo anche qualche debolezza adulta.
Fortuna che a scacciare parzialmente l’aria livida del film ci siano le frecce impazzite di Cupido. La tempesta ormonale che aveva iniziato a fare capolino nel quarto film (Il calice di fuoco) e svelato la sua presenza nel quinto (L’Ordine della fenice), stavolta viene completamente fuori ad alleviar parzialmente le pene degli studenti di Hogwarts. E mentre Harry deve cercare con il preside Albus Silente gli Horcrux – frammenti di anima che il Signore Oscuro ha disseminato per conservare l’immortalità – e per far questo tuffarsi nei ricordi dello stesso Silente e del nuovo prof Horace Lumacorno, il nostro si accorge anche di essere innamorato di Ginny Weasley, la sorella di Ron, il suo migliore amico. E non è tutto, Hermione è gelosa di Ron che intrattiene relazioni amorose con Lavanda Brown. Come a dire, occhei Lord Voldemort e i suoi amici cattivoni, ma non toglieteci anche le gherminelle amorose.
Ultimi appunti sul cast. I credits si arricchiscono della presenza del premio Oscar Jim Broadbent nel ruolo del nuovo professore di Pozioni Horace Lumacorno. E di Helen McCrory nei panni di Narcissa Malfoy, madre di Draco e sorella della perfida Bellatrix Lestrange – quella che ha fatto fuori Sirius Black, padrino di Harry. Anche questa volta Daniel Radcliffe, Rupert Grint e Emma Watson interpretano il ruolo dei giovani maghi Harry Potter, Ron Weasley e Hermione Granger, che devono affrontare le sfide e i pericoli che comporta il ritorno di Lord Voldemort.
Nel cast ritroviamo anche Helena Bonham Carter (Bellatrix Lestrange), Robbie Coltrane (Rubeus Hagrid), Warwick Davis (Filius Vitious), Michael Gambon (Albus Silente), Alan Rickman (Severus Piton), Maggie Smith (Minerva McGranitt) e Julie Walters (Molly Weasley).
Nel ruolo degli studenti di Hogwarts Tom Felton (Draco Malfoy), Evanna Lynch (Luna Lovegood) e Bonnie Wright (Ginny Weasley). E molti nuovi giovani attori all’esordio: Jessie Cave (Lavanda Brown), Hero Fiennes Tiffin (Tom Riddle all’età di 11 anni), e Frank Dillane (Riddle a 16 anni, appena prima di diventare il malvagio Lord Voldemort).

Vorrei un parere obiettivo a proposito di questo film, ho sentito troppe opinioni contrastanti.
Regia: Christophe Gans
Con: Radha Mitchell, Laurie Holden, Sean Bean, Deborah Karah Hunger, Kim Coates, Tanya Allen