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Percy Jackson all’apparenza è un ragazzo normalissimo, con problemi di dislessia e un amore spassionato per l’acqua. Mentre il suo migliore amico Grover lo cronometra da bordo piscina, Percy resta in apnea tranquillamente per sette minuti. Un’eternità. Come se l’acqua fosse davvero il suo elemento naturale. E infatti solo lì Percy riesce a davvero a riflettere e ad estraniarsi dalla propria vita imperfetta.
Siamo nel XXI secolo ma, mentre sulla Terra si addensano minacciose nubi nere, seicento piani al di sopra dell’Empire State Building gli dei dell’Olimpo preparano una guerra potenzialmente devastante. Qualcuno ha rubato la folgore di Zeus e se questa non verrà restituita al legittimo proprietario, l’ira del sovrano supremo di tutti gli dei si scatenerà contro i suoi due fratelli, Poseidone e Ade, distruggendo la Terra e tutti i suoi abitanti. Principale indiziato è, manco a dirlo, proprio Percy Jackson, che in realtà e figlio di Poseidone e di una donna mortale. Il nostro Perseo contemporaneo, però, non solo non ha rubato nulla, ma non ha neanche idea di essere un semidio, o tantomeno un eroe.
L’avventura è alle porte. Per proteggersi dagli dei iracondi, il ragazzo si reca a Campo Mezzosangue, residenza di tutti i semidei, dove viene addestrato a controllare e sfruttare appieno i suoi poteri. Con lui il fidato Grover , che si scopre essere il suo custode giovane dalle sembianze di satiro (mezzo uomo e mezzo capro), e il professor Brunner, in realtà il centauro Chirone, responsabile del campo. Fra le nuove conoscenze, la bellissima e ipnotica Annabeth, figlia della dea Atena, e Luke, figlio di Ermes. Il destino di Percy è segnato ma, prima di recuperare la folgore, il ragazzo ha una missione impossibile: liberare la madre prigioniera di Ade e trovare il vero ladro di fulmini.
Mitologia e magia. Avventura e primi amori. C’è un po’ di tutto in questo mix fra Harry Potter, Grecia antica e supereroi da fumetto contemporaneo. La regia è affidata a chi di fantasy se ne intende, Chris Columbus. Giusto alcuni suoi titoli: Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti e prima, Mamma ho perso l’aereo, Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre, Nine Mounths – Imprevisti d’amore. Tema ricorrente nei suoi film è il rapporto genitori-figli, che ovviamente è presente anche in Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il ladro di fulmini, e in maniera anche piuttosto evidente. Tutti i semidei non conoscono infatti la loro origine divina. Non possono, perché la loro vicinanza condurrebbe gli dei a diventare umani, vulnerabili, sensibili. In poche parole: mortali. Ma un ragazzo che cresce con un tale peso e un tale senso di rifiuto non può che covare rabbia, delusione, disprezzo. Nell’antica Grecia come oggi. E anche se da lontano gli dei proteggono i loro figli, a volte basterebbe solo una frase o un piccolo cenno di approvazione per renderli più forti, migliori, per farli diventare uomini e donne consapevoli.
Columbus dirige un cast d’eccezione in cui giovani promesse di Hollywood recitano accanto ad attori di fama e esperienza risapute. Oltre al già citato Logan Lerman, troviamo Alexandra Daddario nei panni della guerriera Annabeth e Brandon T. Jackson in quelli meno comodi del satiro Grover. Pierce Brosnan interpreta il centauro Chirone, mentre Steve Coogan un divertente quanto spaventoso Ade, dio degli Inferi; con lui all’Inferno la povera Persefone Rosario Dawson, infelice moglie di Ade e Catherine Keener che è Sally, la madre di Percy. Infine la bellissima Uma Thurman, nei panni della Gorgone Medusa. Il nuovo "taglio di capelli" non ne intacca minimamente il fascino magnetico.
Il film potrebbe essere visto come un tentativo lodevole per riportare la mitologia sul grande schermo, trasportandola sulla Terra dei nostri giorni. Ma la mitologia classica è un’altra cosa, e non si batte. Troppe le lacune cinematografiche, e troppe le scene scontate per restare veramente soddisfatti di Percy Jackson. Il progetto è ambizioso, e non si fa mancare nemmeno qualche inserto di critica alla società contemporanea. Ma il risultato è riuscito solo in parte. Aspettiamo le altre quattro avventure cinematografiche del giovane semidio per vedere se Columbus riuscirà a fare di meglio.

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