










Apocalittico, struggente, epico. Un vero e proprio happening cinematografico insomma. E non poteva essere altrimenti per il terzo appuntamento della saga di Twilight: fan che per giorni hanno atteso all’addiaccio l’anteprima di Los Angeles, bagni di folla nelle tappe mondiali del tour promozionale con la data di Roma in testa. E ancora clip, spot, backstage, interviste lanciate sul web e news di gossip apparse sui notiziari. “Diverso dagli altri, e per certi versi uguale” le parole del “vampiro” icona Robert Pattinson che hanno battezzato l’ultima fatica tratta dal bestseller planetario di Stephenie Meyer. Parole che trovano d’accordo i critici intenzionati finalmente a promuovere almeno questo episodio, che fanno sognare i “twilighter” sparsi per il globo, e che, più prosaicamente, per i più maliziosi, preannunciano nuove puntate sul grande schermo.
Almeno una cioè, visto che in libreria è già pronto il quarto tomo della serie, “Breaking Dawn”, che potrebbe ingenerare, per la complessità della trama, addirittura altri due film! Così, se il primo, Twilight (2008), aveva rappresentato un ticket d’ingresso nel mondo dei signori della notte, il secondo, New Moon (2009), aveva in parte disatteso le aspettative squarciando solo parzialmente la sciarada di avvenimenti. Eclipse invece, colpisce dritto al cuore dei suoi incalliti aficionados.
C’è l’alone del mistero con ambientazioni più fosche, il fascino oscuro del paranormale, e, un ingrediente davvero mefistofelico: un triangolo amoroso di non semplice soluzione! Infatti, come in altre saghe fantasy di celluloide destinate, almeno inizialmente, ai teenager, anche in questo caso, l’evoluzione delle storie e dei protagonisti che maturano e s’incupiscono, portano risvolti pruriginosi della vita privata.
Eppure, fra i messaggi (subliminali?) del film si può interpretare, fra le righe, l’indicazione alla cautela proprio nei rapporti intimi fra ragazzi. Intrigante ma casto, la pensata dei produttori accontenta un po’ tutti dalle parti dei neocon statunitensi. Magico e passionale, manca però qualcosa all’appello. Anzi no, visto che la dose di azione della pellicola è rincarata rispetto i passati episodi. Scontri cruenti e duelli mozzafiato, lo rendono tutt’altro che statico, provare per credere: la battaglia girata nei boschi canadesi (come tutte le riprese del resto) fra i neovampiri e la truppa di licantropi alleata coi Nosferatu dall’animo gentile è tutto un programma. D’altronde, la mano di Slade al timone si sente eccome. Nel rispetto della regola che prevede un regista differente per ognuno dei tre film: Catherine Hardwicke, Chris Weitz, quindi David Slade. Che coi vampiri ha una certa dimestichezza, dopo aver diretto l’horror di genere 30 giorni di buio. Il regista, tra l’altro, ha assunto non solo il comando delle operazioni, ma, fatto il paparino premuroso per l’interpretazione della figlia Bryce Dallas Howard, che sostituisce Rachelle Lefecre nelle vesti della malvagia Victoria. Rimane invece al suo posto Melissa Rosenberge, sceneggiatrice della prima ora. Mentre, oltre al trio delle meraviglie Stuart-Pattinson-Lautner, una vagonata di nuovi volti entra nel cast: Xavier Samuel nel ruolo di Riley, Jack Huston in quello di Royce King, Catalina Sandino Moreno in quello di Maria, Julia Jones nei panni di Leah Clearwater e Boo Boo Stewart in quelli di Seth Clearwater. Tutti giovani, belli e pronti ad entrare nelle grazie dei fan. E poi nessuno dica che la vita del vampiro è un mortorio!

Non ci sono commenti
Regia: Henry Bean
Con: Billy Zane, Theresa Russell, Ryan Gosling