Un tipo davvero in gamba
Negli anni ottanta era una star al pari di Tom Cruise, Sylvester Stallone e Mickey Rourke e aveva un incredibile successo sia sul piccolo schermo (interpretò per sette anni Casa Keaton), che al cinema (Ritorno al futuro, Vittime di guerra, Voglia di vincere, per citare solo alcuni dei suoi film). Poi però, nel 1991, gli venne diagnosticato il morbo di Parkinson. Ma Michael J. Fox non si fece abbattere e continuò a recitare finchè la malattia glielo permise (nel serial Spin City, interrotto nel duemila proprio per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute, era costretto a tenere la mano in tasca per evitare che si vedesse il tremore), comparendo di tanto in tanto come special guest in qualche show televisivo (Scrubs, Boston Legal) e lottando in prima persona per la ricerca sulle cellule staminali. Tra qualche settimana l'attore tornerà sugli schermi della ABC con Adventures of an Incurable Optimist (Avventure di un inguaribile ottimista), un programma in cui, attraverso interviste e colloqui con personaggi famosi e non, tenterà di dimostrare l'effetto terapeutico che un'attitudine positiva può avere sulle malattie incurabili.
- Ti chiedi mai “perchè io”? - gli domanda sempre chi lo incontra.
- E perché “non io”? - è la sua risposta spiazzante.
Se ci fosse un premio per l'attore più coraggioso, questo andrebbe sicuramente a Michael J. Fox.