Un plagio ‘kolossale’?
Come sempre quando si tratta di grandi film, iniziano le questioni. Il pre-uscita denso di aspettative, indiscrezioni, informazioni trafugate; l’uscita rumorosa e costantemente monitorata; infine, cosa peggiore, il post-uscita con i paragoni illustri, gli incassi, le critiche e le malignità. Scontate ogni volta le ricerche, stile FBI, per trovare possibili similitudini o addirittura plagi. Anche “Avatar”, il kolossal di James Cameron attualmente nelle sale, non si sottrae alla tradizione. A creare il caso sono stati due giornali di Mosca: prima Komsomlskaya Pravda, che lunedì scorso ha palesato la possibilità che Cameron abbia preso in prestito soggetto e dettagli dai dieci romanzi scritti negli anni ‘60 da Arkady e Boris Strugatsky. “Sono stati i fratelli Strugatsky a inventare un pianeta di nome Pandora. Proprio come nel film, sul pianeta abitano umanoidi che si chiamano Nave (Na’vi nella pellicola di Cameron)”, ha scritto la testata. L'altro ieri Novaya Gazeta ha rincarato la dose: “Troppe somiglianze per essere un caso”, ha sottolineato lo scrittore Dmitry Bykov. La 20th Century Fox, che ha distribuito il film, ha preferito non commentare. Negli USA viene citato un altro caso sospetto: il romanzo di Poul Anderson nel 1957, Call me Joe: la storia di un giovane paraplegico che cerca di controllare un pianeta ostile all’uomo attraverso una razza indigena. La premessa di Avatar. Non solo: Avatar sarebbe anche stranamente simile a un poco noto film d’animazione scandinavo, “Delgo”. E la caccia continua…