





























































Una parodia dell’Italia odierna. Scorrono i decenni sul calendario, ma le debolezze che affliggono il Bel paese non cambiano. In questo film vengono rappresentate in sedici episodi divertenti, amari, grotteschi, fulminanti: cinismo, avidità, indifferenza, falso perbenismo, cialtroneria, vanità e... via “difettando”.
Un remake de I mostri? Roba da far tremare i polsi a chiunque. Perché non si tratta soltanto di uno dei capolavori assoluti del nostro cinema anni Sessanta, ma anche di una commedia all’italiana praticamente perfetta. Divertente, oltraggiosa, irriverente e ammantata di un cinismo che non faceva prigionieri.
Eccoci dunque a I mostri oggi, non un remake nel vero senso della parola, ma una sorta di aggiornamento di quella memorabile galleria di tipi umani.
A cimentarsi nell’ardua impresa è stato Enrico Oldoini, forte di un cast delle grandissime occasioni (fra gli altri Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli e Claudio Bisio) che dà vita ai sedici episodi di cui si compone il film.
Convincente? Ni. Perché se da un lato il divertimento non manca, è anche vero che al di là della singola gag c’è poco. Manca la ferocia o quantomeno l’idea di società da ridicolizzare/attaccare. Tutto molto soft, tutto molto pulito, tutto molto rassicurante. E i (veri) mostri stanno a guardare…

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Regia: Ryuhei Kitamura
Con: Tak Sakaguchi, Hideo Sakaki, Chieko Misaka, Kenji Matsuda