Il cinema trash giapponese possiede caratteristiche formali ben delineate e facilmente riconoscibili: personaggi e situazioni al limite del paradossale, umorismo di grana grossa, recitazione che potremmo eufemisticamente definire "sopra le righe", il tutto condito da una corposa dose della cara, vecchia ultraviolenza. Le tre allucinanti (e allucinate) pellicole che prenderemo oggi in esame sono: Robo-Geisha (2009), Bigs Tits Zombie (2010) e Vampire Girl vs. Frankenstein Girl (2009).
Geisha-Robot, Go!! Agganciamento!
Robo-Geisha di Noboru Iguchi (lo stesso zozzone responsabile dell'irriverente The Machine Girl nonchè di svariate dozzine di adult videos estremamente porcellosi) narra le vicende di due sorelle, Yoshie e Kikue Kasuga. Kikue, la maggiore, è una geisha professionista molto apprezzata mentre Yoshie è la tipica adolescente imbranata che vorrebbe ripercorrere, con analoghi esiti, le orme della talentuosa consanguinea. Per questo motivo la simpatica e manesca Kikue non perde occasione di nonnizzare l'invidiosa Yoshie, redarguendola adeguatamente con devastanti combinazioni di pugni al diaframma e calci nella schiena. Novelle Cenerentola e Genoveffa, le due finiranno per cadere ben presto nelle losche manacce della Kageno Steel, un'azienda manifatturiera dedita segretamente alla creazione di un esercito di spietate geisha-robot killer (don't ask). In nome di una rinnovata rivalità fraterna Yoshie e Kizue acconsentono docilmente a modificare i rispettivi corpi in armi di distruzione di massa. Tra katana ascellari, parrucche mitragliatrici, moduli geisha-carroarmato e fusioni in puro stile I-Zemborg si giunge al delirante scontro finale con l'apocalittico pagoda-robot manovrato dal bad boy di turno (in una sala comandi ingentilita dagli addobbi del natale passato) impegnato nella canonica disintegrazione dell'arcipelago nipponico.
Scena WTF? della settimana: le palazzine dei sobborghi che, colpite dalla furia cieca del pagoda-robot, sprizzano sangue (again: don't ask).
Go-Go Dancers vs. Zombies
Per chi scrive queste sordide righe una disamina di Bigs Tits Zombie rappresenta una sfida quasi sovrumana: come, infatti, dissertare obiettivamente della pellicola di Takao Nakano esulando dalle generose esposizioni delle grazie delle protagoniste? Proviamoci lo stesso.
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